#LOTTOcontrolaviolenza, Asl Viterbo: "Al via un protocollo di intesa con Aris, Aiop e Unindustria della Regione Lazio per il riconoscimento precoce di forme di abuso e violenza all'interno delle strutture residenziali per anziani
nella foto: #LOTTOcontrolaviolenza, Asl Viterbo: “Al via un protocollo di intesa con Aris, Aiop e Unindustria della Regione Lazio per il riconoscimento precoce di forme di abuso e violenza all’interno delle strutture residenziali per anziani
31 marzo 2022

#LOTTOcontrolaviolenza, Asl Viterbo: “Al via un protocollo di intesa con Aris, Aiop e Unindustria della Regione Lazio per il riconoscimento precoce di forme di abuso e violenza all’interno delle strutture residenziali per anziani

  • Aumenta il carattere
  • Diminuisci il carattere

Ieri, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e di promozione della salute #LOTTOcontrolaviolenza, è stato dato il via a un protocollo di intesa, siglato dalla Asl di Viterbo e da Aris, Aiop e Unindustria della regione Lazio, finalizzato a produrre linee guida e strumenti operativi per il riconoscimento precoce di forme di abuso e violenza e per la gestione del sospetto maltrattamento all’interno delle strutture residenziali per anziani.

Se ne è parlato nel corso dell’incontro “Umanizzazione delle cure residenziali: rispetto e dignità della persona anziane” che si è svolto alla Cittadella della salute di Viterbo, al quale, oltre al direttore generale della Asl viterbese, Daniela Donetti, hanno partecipato il direttore generale AIOP Lazio, Mauro Casanatta, il presidente regionale ARIS Lazio, Michele Bellomo, il presidente della sezione sanità di Unindustria di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo, Antonio Vallone, il dirigente regionale dell’Area integrata rete del territorio, Antonio Mastromattei, e la presidente degli Istituti superiori di studi sanitari Maria Pia Garavaglia.

 “Vista la complessità del tema trattato – ha commentato presidente della sezione sanità di Unindustria del Lazio, Antonio Vallone – nel tavolo di lavoro che stiamo costituendo debbono essere coinvolte tutte le parti interessate, intendendo: le persone utenti e i loro familiari e i loro rappresentanti, i soggetti gestori, i responsabili e il personale delle strutture, i rappresentanti della committenza, comuni e aziende sanitarie, enti del territorio, le associazioni di volontariato, i sindacati interessati, gli enti di formazione del territorio e altri soggetti che possano contribuire allo sviluppo e al miglioramento del welfare locale. Da questo percorso avviato sarà possibile individuare una responsabilità condivisa di sistema che i sistemi complessi come quelli rivolti alla persona richiedono”.

Abbiamo accolto con favore l’invito della Asl viterbese – ha aggiunto il direttore generale AIOP Lazio, Mauro Casanatta - e tutti ci siamo prontamente attivati per dare un servizio migliore e per mettere in campo le azioni necessarie di prevenzione di fenomeni che, purtroppo, nei casi più gravi giustamente colpiscono l’opinione pubblica. A mio parere, il punto di partenza del nostro lavoro non può che essere lo studio del fenomeno, scindendo necessariamente i due aspetti della residenzialità per anziani, ovvero le case di riposo da un lato e le residenze sanitarie assistenziali dall’altro. Considerando che non sono isolate le situazioni di case di riposo, spesso miniappartamenti nei quali è assente l’aspetto assistenziale, sulle quali dovremmo anche rivolgere la nostra attenzione affinché venga garantito un servizio adeguato e attento ai bisogni della persona”.

Sono fermamente convinto - ha proseguito il presidente regionale ARIS Lazio, Michele Bellomo – che un aspetto qualificante del protocollo al quale parteciperemo dovrà essere l’identificazione e la definizione di adeguati strumenti formativi rivolti al personale, con percorsi specifici per il personale delle strutture residenziali, sia per la terza età che per le persone con disabilità, ponendo anche maggiore attenzione a quelle che sono le necessità quotidiane dell’ospite. Anche quando lo stesso non è in grado di comunicarle e di esprimerle direttamente. Dobbiamo cambiare l’approccio al paziente. Che non sia solo un approccio critico, ma necessariamente empatico”.

Il tavolo di lavoro che si sta avviando presso la Asl di Viterbo – ha commentato Antonio Mastromattei, dirigente regionale dell’Area integrata rete del territorio – è sostenuto con convinzione e con attenzione dalla Regione Lazio la quale, anche sulla scorta degli esiti, è pronta ad attivare presto un tavolo regionale per stilare insieme un protocollo di cooperazione con le associazioni che diventi un programma di azioni complessive nei confronti degli anziani della nostra regione”.

Il protocollo – ha concluso Maria Pia Garavaglia, presidente degli Istituti superiori di studi sanitari – dovrà contenere, infine, anche la valutazione esistenziale delle persone anziane che vengono ospitate nelle strutture residenziali: da dove vengono, che cosa ci immaginiamo che per loro faremo, che cosa loro dentro queste ‘vice casa’ potranno fare. Considerando che, con l’allungamento dell’età di vita, il tempo che trascorreranno in queste strutture potrebbe essere ragionevolmente lungo. Dobbiamo quindi parlare di ambienti di vita nei quali gli ospiti devono poter esprimere tutte le loro capacità e sentirsi, a tutti gli effetti, cittadini italiani, nel rispetto dell’articolo 3 della nostra Costituzione che, a maggior ragione, deve essere applicato per le persone con fragilità”.

È stata davvero una occasione fruttuosa di confronto – ha detto il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti, a conclusione dell’iniziativa –. Abbiamo tutti anche concordato di terminare il percorso finalizzato alla costruzione di un protocollo di intesa entro il 25 giugno 2022, Giornata contro la violenza sulle persone anziane). L’obiettivo è mettere in campo uno strumento che preveda la costruzione di indicatori di riconoscimento di abuso, l’individuazione e la promozione di fattori di prevenzione e di protezione e di procedure specifiche per la gestione dei casi di sospetto e che, partendo da Viterbo, possa essere condiviso a livello regionale”.